Dec

18

Posted by : Juan Sanchez Corzo | On : December 18, 2012

La Orden HAP/2662/2012, de 13 de diciembre, del Ministerio de Hacienda y Administraciones Públicas, ha aprobado el modelo de autoliquidación de la tasa por el ejercicio de la potestad jurisdiccional. Puede consultarse en el siguiente enlace: http://www.boe.es/boe/dias/2012/12/15/pdfs/BOE-A-2012-15141.pdf

A partir de este día no se admitirá ningún escrito de demanda ni de recurso de los previstos en la Ley 10/2012, de 20 de noviembre, sin acompañar el ejemplar para la administración de justicia. Para más información pueden consultar nuestra entrada anterior en este mismo blog.

www.ccmabogados.com

 

Dec

04

Posted by : Juan Sanchez Corzo | On : December 4, 2012

La Ley 10/2012 de 20 de noviembre (http://www.boe.es/boe/dias/2012/11/21/pdfs/BOE-A-2012-14301.pdf) ha regulado las tasas en el ámbito de la Administración de Justicia. Este es, resumidamente, su contenido sustancial:

1. Cualquier proceso penal está excluido de la tasa.

2. Cualquier proceso civil, mercantil o contencioso administrativo lleva aparejado el pago de la tasa. Concretamente los siguientes actos procesales están gravados con este impuesto:

  • La interposición de una demanda, de una demanda reconvencional (la que presenta el demandado contra el demandante dentro de un mismo procedimiento) o de una demanda de ejecución de título no judicial.
  • La petición inicial de juicio monitorio.
  • La interposición de los recursos de apelación o casación civil.
  • La interposición de los recursos de suplicación o casación social.
  • La demanda de oposición a la ejecución de títulos judiciales.
  • La solicitud de concurso de acreedores necesario y la demanda de incidente concursal.

3. La tasa debe pagarla el demandante o el recurrente, según los casos.

4. Están exentos de la regla del apartado 2 los siguientes casos:

  • Los procesos sobre capacidad, filiación y menores.
  • Los procesos matrimoniales que versan exclusivamente sobre guardia y custodia de menores o sobre alimentos reclamados por un progenitor frente a otro en nombre de hijos menores.
  • Los procesos que versan sobre derechos fundamentales y libertades públicas y los que se sigan contra la administración electoral.
  • La solicitud de concurso voluntario.
  • Los recursos contencioso administrativos que presenten los funcionarios públicos en defensa de sus derechos estatutarios.
  • El proceso monitorio y el juicio verbal de cuantía máxima de dos mil euros, a no ser que la demanda se fundamente en título ejecutivo no judicial (cheque, pagaré, letra de cambio, reconocimiento de deuda ante notario….)
  • Los recursos contencioso administrativos en casos de silencio administrativo negativo (cuando la administración desestima la petición o el recurso sin contestarlos expresamente).

5. Están excluidas del pago de la tasa las siguientes personas:

  • Las personas a las que se haya reconocido el derecho a la asistencia jurídica gratuita.
  • La administración.
  • Parcialmente (pagan el 40% de la tasa), los trabajadores que interpongan recurso de suplicación o casación.6.

6. Cantidades a pagar

a) Cuota fija:

JURISDICCIÓN CIVIL-MERCANTIL

Verbal y cambiario Ordinario Monitorio, incidente concursal Ejecución título no judicial y oposición ejecución título judicial Concurso necesario Apelación Casación

150 €

300 €

100 € (*)

200 €

200 €

800 €

1.200€

 (*) Lo que se pague por el monitorio se descontará de lo que haya de pagarse por el verbal o el ordinario posteriores.

JURISDICCIÓN CONTENCIOSO – ADMINISTRATIVA

Abreviado

Ordinario

Apelación

Casación

200 €

350 €

800 €

1.200 €

 
 
 
JURISDICCIÓN SOCIAL
 
Suplicación Casación

500 €

750 €

 

b) Cuota Variable:

  • Hasta un millón de euros: 0,50%
  • Resto:                           0,25%
  • Límite máximo:             10.000 €

7. La tasa debe pagarse utilizando el modelo oficial aprobado (http://www.boe.es/boe/dias/2012/12/15/pdfs/BOE-A-2012-15141.pdf).

Debe acompañarse al escrito de demanda o de recurso. Mientras no se aporte, el escrito no se tramitará y pasarán los plazos legales. No se tendrá por presentado el escrito hasta que no se acompañe la tasa.

8. Si la cuantía aumenta o disminuye durante el proceso deberá pagarse el exceso o podráre abonarse la devolución del sobrante.

9. Si se alcanza un acuerdo y se homologa por el juez, podrá solicitarse la devolución del 60% de la tasa ya pagada. Si se acumulan varios procesos en uno, podrá pedirse la devolución del 20% de lo pagado en cada uno de ellos.

Abogados procesalistas

Jul

02

Posted by : Juan Sanchez Corzo | On : July 2, 2012

L’esecuzione forzata é la fase di tutela giurisdizionale dei diritti finalizzata alla realizzazione in concreto del diritto di credito, ovvero alla sua attivazione materiale, consentendo cosí al creditore di ottenere il soddisfacimento del proprio diritto.

Spesso nasce la necessitá di procedere all’esecuzione in un altro paese europeo (nel caso in specie, Spagna) e, pertanto, ci si chiede quale sia la procedura per fare riconoscere i titoli esecutivi italiani, specialmente il decreto ingiuntivo, in Spagna.

Si evidenza che la succitata procedura di esecuzione può aver luogo solamente se sussiste fin dall’inizio un titolo esecutivo ex art. 475 c.p.c., pertanto il decreto ingiuntivo deve essere munito della formula esecutiva ex art. 647 c.p.c.

Non é ammessa nell’ A.G. Spagnola il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.

Affinché il procedimento esecutivo possa essere eseguito in uno Stato membro (nella specie, Spagna) si deve, sempre, verificare che il giudice che ha emesso la sentenza o il decreto ingiuntivo abbia la competenza giurisdizionale della causa.

Tale verifica serve affinché il Giudice spagnolo non rifiuti la domanda per  il procedimento di esecuzione per difetto di competenza territoriale del giudice che ha emesso titolo (nella specie, Italia)

Pertanto si evidenza che il Reg. CE n. 44/2001 regola la competenza giurisdizionale tra gli stati membri dell’Unione europea.

In linea di massima, il fattore che determina la competenza giurisdizionale é il domicilio del convenuto. L’art. 2 punto 1 del suddetto regolamento afferma: “Salve le disposizioni del presente regolamento, le persone domiciliate nel territorio di un determinato Stato membro sono convenute, a prescindere dalla loro nazionalitá, davanti ai giudici di tale stato Stato membro.” ,individua il foro generale, invece il foro speciale alternativo viene desciplinato all’art. 5 sempre del regolamento in questione: “la persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro puó essere convenuta” anche “davanti al giudice del luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio é stata o dev’essere eseguita” (lett. a), precisandosi ancora (lett. b) che, ai fini dell’applicazione di tale disposizione, e salvo diversa convenzione,  “il luogo di esecuzione dell’obbligazione dedotta in giudizio é, nel caso dellla compravendita di beni,il luogo situato in uno stato membro, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto, nel caso dellla prestazione di servizi, il luogo situato in uno stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto:” (Cass.Civ. Sez. Unite. n. 21191 del 05/10/2009; Cass. Civ. Sez. Unite. n. 10941 del 14/05/2007)

I titoli definitivamente esecutivi possono essere fatti valere in un altro stato membro dell’unione Europea, (nel caso in Spagna) secondo due modalità:

1)    il Regolamento CE n. 805/2004, che si deve applicare per le controversie avente ad oggetto crediti non contestati.

La nozione di crediti non contestati “dovrebbero comprendere tutte le situazioni in cui un creditore, tenuto conto dell’assenza accertata di contestazione da parte del debitore in ordine alla natura o all’entità del debito, ha ottenuto o una decisione giudiziaria contro quel debitore o un documento  avente efficacia esecutiva che richieda l’esplicito consenso del debitore stesso, sia esso una transazione giudiziaria o un atto pubblico.”

Per quanto attiene al riconoscimento di un titolo esecutivo come europeo in uno Stato membro, il regolamento in questione delinea nell’art. 6 del Reg. CE n. 805/2004 i requisiti che devono sussistere per il suddetto riconoscimento.

Nel caso in cui si sia in possesso di un titolo esecutivo, incluso, un decreto ingiuntivo che sia stato dichiarato esecutivo in Italia ex art. 647 c.p.c. – il creditore dovrà presentare un’istanza presso la cancelleria del tribunale che ha emesso il provvedimento e richiedere il rilascio del certificato di titolo esecutivo europeo nei modi sanciti dall’art. 9 del suddetto regolamento (che esige la compilazione del modello dell’allegato I). Una volta ottenuto il titolo esecutivo europeo dal tribunale locale (nel caso quello italiano), si puó  avviare la procedura esecutiva presso qualunque A.G. straniera (nel caso spagnola) secondo i modi ed il rito procedurale in vigore presso tale autorità (art. 548 e ss LEC – Spagna).

Per procedere all’esecuzione, il creditore dovrà fornire alle autorità competenti dello stato membro dell’esecuzione i seguenti documenti (ex art. 20 del Reg. CE n. 805/ 2004):

  • una Copia della decisione o il decreto ingiuntivo in forma autentica;                                        
  • la copia del certificato di titolo esecutivo europeo, anch’essa in forma autentica, richiesta nelle modalitá sopra descritte.
  • traduzione asseverata del certificato di titolo esecutivo europeo nella lingua ufficiale dello stato membro dell’esecuzione (oppure, nell’eventuale diversa lingua che lo Stato in questione abbia ufficialmente dichiarato di accettare); 
  • La procura del procuratore 1

 2)    Il Regolamento CE n. 44/2001, il quale afferma che “Le decisioni emesse in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento complementare. Ai sensi del regolamento, per decisione si intende, a prescindere dalla denominazione usata, qualsiasi decisione emessa da un giudice di uno Stato membro, quale ad esempio decreto, sentenza, ordinanza o mandato di esecuzione…”

Il procedimento per il riconoscimento e l’esecuzione di una decisione emessa in uno Stato membro viene descritto nell’art. 33 e ss del suddetto regolamento.

Infatti, la parte interessata deve presentare un’istanza c.d. exequatur (allegato II del regolamento) al competente tribunale dello Stato membro nel quale si vuole richiedere l’esecuzione.

Il tribunale straniero, successivamente, riconoscerà e dichiarerà esecutivo il provvedimento previo controllo dei requisiti di cui all’art. 34 Reg. CE 44/01  “…se la domanda giudiziale od un atto equivalente non é stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprier difese eccetto qualora, pur avendone avuto la possibilitá, egli non abbia impugnato la decisione…”– qualora non si ricada in una delle ipotesi indicate in detta norma il Tribunale straniero (spagnolo nel caso) dovrà dichiarare esecutivo il provvedimento straniero (nel caso italiano). L’exequatur, la cui concessione è prevista come obbligatoria qualora sia superato il vaglio di cui all’art. 34 Reg. 44/01.

I documeti che servono per procedere all’esecuzione in Spagna sono: il titolo, che deve essere munito della formula esecutiva, e la procura del procuratore spagnolo ²

Oltre alle suddette modalità, sussiste, anche, un’altro procedimento disciplinato dal Reg.CE n. 1896/2006 che ha istituito un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento volto a “semplificare, accelerare e ridurre i costi dei procedimenti per le controversie trasfrontaliere in materia di crediti pecuniari non contestati.”

La domanda d’ingiunzione di pagamento europeo si propone mediante la compilazione del modulo standard A riprodotto nell’allegato I ai sensi dell’art. 7 del Reg. CE n. 1896/2006.

Il suddetto modulo deve essere compilato nelle lingue utilizzate dall’organo giurisdizionale da adire.

Nel caso in cui venga fatta opposizione nel termine stabilito dal suddetto regolamento, ovvero 30 giorni decorrenti dalla notificazione della domanda, l’esecuzione del titolo in Spagna dovrá avvenire nelle modalitá stabilite dal Reg. CE n. 44/2001.

Inerente alla questione dell’opposizione l’art. 17 del Reg. CE n. 1896/2006 sancisce: “ se l’opposizione é presentata entro il suddetto termine il procedimento prosegue dinanzi ai giudici competenti dello Stato membro d’origine applicando le norme di procedura civile ordinaria, a meno che il ricorrente non abbia esplicitamente richiesto in tal caso l’estinzione del procedimento…” inoltre, “ se al giudice di origine non é stata presentata opposizione, il giudice dichiara esecutiva l’ingiunzione di pagamento europea, utilizzando il modelo standard G riprodotto nell’Allegato VII…”ex art. 18 del regolamento in questione.

Pertanto per procedere all’esecuzione, il creditore dovrà fornire alle autorità competenti dello stato membro dell’esecuzione i seguenti documenti:

  • Il modulo A ex art. 7 del Reg. CE n. 1896/2006; 
  • Il modulo E ex art. 12 del Reg. CE n. 1896/2006; 
  • Il modulo G ex art. 18  del Reg. CE n. 1896/2006.

A seguito di quanto sin’ora é stato descritto, il nostro studio legale Le consiglia al fine di intraprendere un procedimento di esecuzione in Spagna, di iniziare il procedimento monitorio nella modalità che viene sancita nel Reg. CE n. 1896/2006.

Nel caso in cui fosse in possesso di un titolo esecutivo, Le consigliamo di applicare i principi e le regole previste per il procedimento descritto nel Regolamento CE n. 805/2004 avente ad oggetto crediti non contestati oppure il Reg. CE n. 44/2001 per tutti gli altri titoli.

Le raccomandiamo, inoltre, che per quanto riguarda le notificazioni, che dovranno essere effettuate in Spagna, si devono perfezionare nelle sedi sotto indicate:

  1. nella sede legale dell’impresa debitrice, allegando il registro mercantile; 
  2. nella sede effettiva, ovvero il luogo dove si svolge la preminente attività direttiva ed amministrativa dell’impresa; 
  3. Secondo l’art. 235 della legge delle societá di capitale spagnola le notificazioni potranno essere dirette: 
  • All’amministratore unico;
  • A qualunque amministratore nel caso in cui l’amministrazione non fosse organizzata collegialmente;
  • Al presidente nel caso in cui ci fosse consenso da parte dell’amministrazione.

Mayra Funaro

Pablo Martín Rodríguez

Juan Sánchez Corzo

www.ccmabogados.com

 


 1 Si evidenza che in Spagna sussiste la figura del procuratore che si distingue da quella  dell’avvocato, quest’ultimo ha la direzione technica, invece il procuratore ha la rappresentanza in giudizio.

La suddetta distinzione viene descritta dettagliatamente dall’art. 23 all’art. 35 della LEC spagnola.

Si allega un modello di procura.

2  Vedere nota 1

May

23

Posted by : Juan Sanchez Corzo | On : May 23, 2012

EL PROCESO MONITORIO PARA RECLAMACIÓN DE CRÉDITOS COMERCIALES

Si le dijeran que, como autónomo o empresario, dispone de un medio judicial rápido y barato para poder cobrar aquellas facturas impagadas que pululan encima de su mesa, sin lugar a dudas se alegraría. Si le dijeran que ese medio judicial se llama proceso monitorio, es más que probable que su alegría se disipara tan rápidamente como llegó. 

Y es que, con la experiencia acumulada, el que más y el que menos habrá tenido ocasión de conocer alguna tramitación de un monitorio que lo único que ha supuesto es una pérdida de tiempo y dinero.

La verdad es que la efectividad real del monitorio, además del preceptivo cumplimiento de los requisitos legalmente establecidos, depende de muy diversas variables, tales como:

1. Domicilio del deudor. Para su total tramitación, el monitorio exige que sea notificado al deudor en una dirección postal. En caso contrario, pierde toda su eficacia y se archiva.

Es por ello que, si no tenemos certeza de un domicilio en el que el deudor reciba efectivamente las comunicaciones, resultará más apropiado usar otro tipo de proceso (ordinario o verbal) cuyo aumento de coste compensaremos con el ahorro de tiempo.

2. Reclamaciones previas. A la luz de lo anterior, resulta obvia la utilidad de las reclamaciones previas que, mediante carta certificada con acuse de recibo o burofax, remitamos a todas las direcciones del deudor de las que tengamos conocimiento.

3. Solvencia del deudor. Aunque obvio, no está de más recordar que en nada servirá instar un proceso, ni monitorio ni de cualquier otro tipo, si nuestro deudor no tiene bienes y/o se encuentra inmerso en un concurso de acreedores.

4. Otras utilidades. Aún en caso de que nuestro deudor sea insolvente, no debe descartarse la utilidad que la interposición del monitorio puede tener para otros fines, tales como recobrar el I.V.A de las facturas impagadas, averiguar la existencia de bienes que no figuren en ningún registro público o interponer un concurso de acreedores necesario.

5. Importe de la deuda. Con la última modificación procesal, ha desaparecido en nuestra Ley de Enjuiciamiento Civil cualquier límite a la cuantía que podemos reclamar en un monitorio.

6. Uso de procurador. Aunque no sea preceptivo, no nos cansaremos de recomendar la utilización de los servicios del procurador en este tipo de procesos, especialmente si se tramitan fuera de nuestro domicilio, y ello para evitar dilaciones innecesarias en la tramitación del monitorio.

En cualquier caso, vaya por delante que las anteriores no son más que algunas, que no todas, de las variables a tener en cuenta, y que el mayor éxito del proceso depende del previo estudio detallado y de la estrategia que se diseñe.

Abogados procesalistas

Pablo Martín Rodríguez